1 Febbraio 1945, con decreto legislativo n.23/1945 emanato dal secondo governo Bonomi, di cui fanno parte la Democrazia Cristiana, il Partito Comunista Italiano, la Democrazia del lavoro e il Partito Liberale si estende anche alle donne il diritto di voto.  L’articolo 3 del decreto pone dei limiti al suffragio femminile: ne restano escluse le prostitute schedate «che esercitano il meretricio fuori dei locali autorizzati».