La Camera dei Fasci e delle Corporazioni fu istituita con legge del 19 gennaio 1939, n. 129 e tenne la sua seduta inaugurale il 23 marzo dello stesso anno. I membri della Camera dei fasci e delle corporazioni, non più denominati deputati ma consiglieri nazionali, erano più di seicento. Non erano eletti dal popolo, ma ne facevano parte di diritto in quanto componenti: del Gran consiglio del fascismo; del Consiglio Nazionale, del Partito Nazionale Fascista e del Consiglio Nazionale delle Corporazioni. Il presidente della Camera dei fasci e delle corporazioni e i vicepresidenti erano nominati con decreto reale; il primo presidente fu Costanzo Ciano. La Camera fu sciolta, ma non soppressa, subito dopo la caduta del regime fascista, dal regio decreto legge 2 agosto 1943, n. 705, entrato in vigore il giorno 5 dello stesso mese, il quale stabiliva inoltre che entro quattro mesi dalla fine della guerra si sarebbero dovute svolgere le elezioni per la nuova Camera dei deputati.