Comune di San Ferdinando, ormai noto alle cronache nazionali e locali per la “baraccopoli”, all’interno della quale, in questi mesi, tre persone sono morte a causa degli incendi sprigionati dai fuochi accesi dagli abitanti per riscaldarsi. L’ultimo tragico episodio risale a qualche settima fa, quando a perdere la vita è stato il 29enne senegalese Al Ba Moussa.  Alla luce di questa situazione di degrado igienico sanitario il Sindaco Andrea Tripodi, già nell’ottobre 2017, aveva emanato ordinanza di sgombero. Domani alle prime luci dell’alba verrà effettuato lo sgombero come da ordinanza comunale, la redazione di in-cammino.com ha raggiunto telefonicamente il Sindaco Tripodi.

Sindaco ci spieghi meglio questa delibera di sgombero e in che condizioni vivono i migranti all’interno della baraccopoli

“La mi decisione è maturata in questi mesi, anche se da ottobre 2017 avevo già ordinato lo sgombero. Ho reiterato questa ordinanza in quanto non si può continuare in una situazione di degrado igienico sanitario.

Negli ultimi mesi sono scoppiati 3 incendi che hanno visto la morte di tre persone, mi consenta di avere dei dubbi sulla causa degli incendi, anche se il tutto è affidato all’intelligenza investigativa delle forze dell’ordine ma io comunque ho grosse perplessità sulla vera causa.

Noi abbiamo il dovere di garantire a questi ragazzi, che poi sono anche preziosi per l’economia locale, che si basa sull’agricoltura, un minimo di vivibilità. Questa mia ordinanza non nasce da sentimenti di razzismo o xenofobia ma da un sentimento di accudimento o diciamo di paternità. Queste persone sono “le pietre di scarto” e come dice Papa Francesco “sono la carne di Cristo” dobbiamo rapportarci a queste persone con grande umanità al fine di fare crescere da un punto di vista sociale e umanitario il nostro territorio. Non saranno operazioni semplici ma stiamo preparando tutto al meglio”.

Dove verranno collocati i migranti una volta distrutta la “baraccopoli”?

“Una parta sarà destinata agli Sprar, CAF e CARA altri saranno accolti all’interno della tendopoli allestita dalla Regione Calabria e gestita dalla Caritas.

Una situazione completamente diversa dalla baraccopoli con condizioni igienico sanitarie decisamente migliori e anche dal punto di vista della sicurezza il neo sito allestito è già stato predisposto con videocamera di sorveglianza. Nulla di straordinario ma un significativo passo in avanti rispetto alla precedente situazione. La tendopoli potrà ospitare una forbice che va dai 480 alle 700 unità”.

Si può definire la sua ordinanza di sgombero umanitaria e “non politica” visto i ripetuti inviti del Ministro Salvini di utilizzare le ruspe?

“Sono molto distante dalla cultura del Ministro Salvini, anzi considero “la logica della ruspa una bestemmia sociale. Secondo me ci si deve approcciare a queste situazioni con sentimenti di umanità e di accudimento che è un termine antico ma va bene per chi vuole porsi in modo civile, cristiano e di quell’umanesimo mediterraneo di cui siamo figli. Questi sentimenti dovranno essere il volano per la crescita umana e sociale dell’Italia.”