di Maria Cristina Carlo – Che cos’è il bullismo? Tutti pensano di sapere cosa sia… ma tanti non si rendono conto di cosa effettivamente provochi. Il bullismo è un fenomeno caratterizzato da una serie di comportamenti aggressivi perpetrati ripetutamente verso qualcuno. Si tratta tendenzialmente di condotte  di  gruppo. Gli atti aggressivi consistono nella violenza verbale esasperata da insulti, scherni, ingiurie, e dalla violenza fisica attraverso percosse e maltrattamenti. Non di minore gravità è la violenza psicologica (intimidazioni, oppressioni per incutere timore).   Lo scopo del bullo è quello di creare nella vittima una sudditanza psico-fisica, che mini la sua autonomia ed impedisca di condurre tranquillamente la propria vita. L’ultima frontiera del fenomeno sembra essere quella virtuale, che deride e ferisce la vittima attraverso i social network, ad esempio mettendo in rete video che la riguardano e la ritraggono in atteggiamenti strettamente privati.

Gli attori del fenomeno sono: il carnefice, la vittima e gli spettatori silenziosi. E sono proprio quest’ultimi a contraddistinguersi nella border line dell’omertà. Sono loro i veri complici, con i loro silenzi o addirittura con i loro sorrisetti infastidenti ed irriverenti. Gli spettatori silenziosi che si “voltano dall’altra parte” o che, non intervenendo, rivitalizzano l’azione del bullo, il quale in un’ ecstasy di apparente impunità continua nella sua azione vile e codarda. L’ “essere vittima” pone il soggetto in una condizione di disagio tale da spingerlo a mettere in atto comportamenti di ritiro sociale ed isolamento rispetto ai coetanei e soprattutto verso il mondo intero, preferendo l’estrema solitudine e rendendo inesistenti le sue relazioni interpersonali. A livello psicologico il soggetto avverte un senso di inadeguatezza che lo accompagna in ogni circostanza e compromette il normale comportamento nella vita di tutti i giorni.  Un ulteriore sentimento che caratterizza la vittima è la vergogna, spesso legata ad un’errata interpretazione della condizione in cui si trova: il soggetto sperimenta un forte senso di colpa, poiché attribuisce a se stesso la causa e la responsabilità. Quando sopraggiunge l’esasperazione e si acquisisce la consapevolezza della pericolosità della situazione, il soggetto vessato può trovare il coraggio di chiedere aiuto. E’ allora che si deve essere pronti ad intervenire a sostegno e a conforto con tutte le diverse forme di ausilio sociale e familiare. In questo percorso famiglia e scuola avranno l’arduo compito di riabilitare l’animo della vittima di bullismo.