Ha ricevuto la redazione di In Cammino, nel suo ufficio a Palazzo Campanella, con il garbo e la disponibilità che lo hanno sempre contraddistinto. Antonio Marziale, “Garante per l’infanzia e la adolescenza” della Regione Calabria, sociologo e giornalista di caratura nazionale, ha condiviso con il nostro giornale alcune riflessioni attinenti il suo impegno istituzionale, le sfide che il suo ruolo comporta e soprattutto il suo rapporto con il mondo istituzionale.

Quando gli viene chiesto quale sia il suo compito, risponde: “Raccogliere e ascoltare calvari che vedono coinvolti bambini di questa terra”. Ma c’è anche altro. Ci sono i grandi risultati ottenuti in meno di un anno dal suo insediamento: il raggiungimento della decretazione sulla rianimazione pediatrica in Calabria, corsi di formazione nel carcere Catanzaro con i ragazzi detenuti, la prossima istituzione di un ambulatorio diabetologico infantile al “Riuniti” di Reggio Calabria, lo scongiura della chiusura del Tribunale dei Minori, la collaborazione sul programma del dott. Di Bella per allontanare i figli dai mafiosi. “Fatti con i quali la politica, e chi verrà dopo di me, dovrà confrontarsi” – sono queste le parole con le quali chiosa Marziale dopo aver rivendicato giustamente gli sforzi e i frutti di ‘solamente’ dieci mesi di lavoro.

Molto netto, come sempre del resto, quando affronta la questione degli atti vandalici o minatori che hanno interessato in città asili e luoghi di svago per bambini – “Reggio, penso non sappia indignarsi di fronte chi colpisce l’avvenire di questa terra, e soprattutto contro chi vuole ammazzare la speranza di rinascita di un territorio”.

Glissa invece su alcuni dati pubblicati da “Save the Children”: “Grande organizzazione meritoria ma con il sottoscritto non ha mai avuto un contatto. I ragazzi di “Save the Children” li vedo spesso, anche nel palazzo, per promuovere raccolte fondi, ma non hanno mai fatto una visita al Garante per l’infanzia della Calabria.”

Agli adolescenti dice: “Impegnatevi in prima persona, organizzatevi in circoli cittadini, andate nelle case a cercare i compagni, promuovete manifestazioni, sfruttate anche l’istituto del Garante. Create collettivi e fate in modo che le vostre idee non siano volate in aria ma vengano afferrate e portate in terra.”

La video-intervista