Si è svolto a Catona nel salone della Casa delle Solidarietà Pasquale Rotatore, l’incontro – dibattito voluto da Nuova Solidarietà per approfondire e discutere di temi sociali riguardanti i le nuove generazioni. Hanno preso parte al convegno, moderato da Francesco Scopelliti, Saverio Sergi, psicologo e giudice onorario del Tribunale per i minori di Reggio Calabria, Alfonso Canale, formatore S.C.N. per la Caritas nazionale, il Presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, il Sindaco di Campo Calabro Stefano Repaci, il consigliere delegato metropolitano Antonino Castorina e il Segretario generale UST CISL di Reggio Calabria Rosi Perrone. Ha aperto il lavori Saverio Sergi, il quale illustrando la progettualità di Nuova Solidarietà nella definizione di un centro di aggregazione polivalente rivolto a giovani ed anziani ha sottolineato l’importanza dei giovani in un contesto sociale appiattito -“Ai giovani va data la possibilità di riempire uno spazio; con il loro impegno devono essere protagonisti di un impegno di emancipazione sociale. L’unica arma contro l’apatia e l’isolamento”.

Anche Alfonso Canale ha voluto porre l’accento del suo intervento sulla centralità che dovrebbero avere i giovani calabresi in un percorso di riscatto della nostra terra – “Confronto e bilateralità per smuovere le coscienze. Penso che di questo abbiano bisogno le nuove generazioni. Vanno ascoltate e valorizzate”.

Stefano Repaci

Il Sindaco di Campo Calabro ha raccontato parte della sua esperienza amministrativa rivolta ai più giovani – “Ho voluto fortemente fare entrare nella casa comunale le scuole. Ho voluto aprire le porte ai ragazzi perché prendano contezza di ciò che è l’istituzione comunale. Penso che oggi, più che mai occorra accorciare le distanze tra giovani e politica”.

Castorina è convinto che per una crescita culturale e politica di una comunità è imprescindibile guardare al mondo accademico – “I giovani devono prendere esempio dal mondo associazionistico e nella sua capacità di fare rete. 

Antonino Castorina

Ma deve scegliere interlocutori credibili come il mondo della scuola, della formazione professionale e dell’Università, Sono questi i primi contenitori dentro ai quali sprigionare la propria voglia di futuro”.

Rosi Perrone invece è stata molto più netta quando si è parlato di ‘futuro’ – “Le istituzioni, a tutti i livelli, devono avere la capacità di creare le condizioni per un futuro possibile in Calabria. I giovani devono poter scegliere se restare in Calabria o emigrare, per poter realizzare i propri sogni; invece ci troviamo davanti ad una realtà che pone delle scelte obbligate. Chi rappresenta le istituzioni dovrebbe interagire con i corpi intermedi attraverso un atteggiamento di confronto, perché lavorare in sinergia è l’unica strada per assicurarsi soluzioni adeguate al momento di crisi che la nostra terra sta attraversando”.

Le conclusioni sono state affidate al Presidente Irto, il quale ha evidenziato che non c’è alternativa al dialogo se si vuole innescare un processo di umanizzazione sociale – “I giovani si sono allontanati dalla politica, dall’impegno sociale e sono disillusi da un contesto che rischia di sopprimere sogni ed aspettative. Il mio impegno istituzionale è stato caratterizzato da un processo di avvicinamento verso il loro mondo. Abbiamo aperto Palazzo Campanella alle scuole e abbiamo attivato premi e borse di studio interamente dedicate a loro, e con orgoglio dico che siamo stati il primo Consiglio regionale ad attivare l’alternanza scuola-lavoro per far conoscere il cuore della democrazia regionale e dell’apparato pubblico che governa l’assise calabrese. Dobbiamo parlare ai giovani con sincerità e con coraggio, facendoci carico dei loro tormenti e dei loro bisogni, ma soprattutto – come istituzione – abbiamo l’obbligo morale di metterli nella condizione di scegliere liberamente quale strada da seguire, senza la triste costrizione di lasciare la nostra terra”.