Rischio nuove povertà. Il monito di Giuseppe Bognoni (Banco Alimentare): “Attuare la riforma del Terzo Settore”

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La lunga emergenza sanitaria legata al corona-virus ha fatto emergere un baluardo sociale. ­Il riferimento è al mondo del volontariato e del terzo settore che, attraverso le varie organizzazioni presenti anche nel territorio reggino, in più di un’occasione, ha fatto sentire con decisione la propria voce a sostegno delle fasce più deboli. Ad oggi, purtroppo stanno aumentando il numero delle persone che hanno bisogno di aiuto, per i generi di prima necessità. I dati raccolti dal centro d’ascolto dell’associazione Nuova Solidarietà, in sinergia con il Banco Alimentare, sono inequivocabili. Nel 2019 erano 76 i nuclei familiari continuativi che usufruivano dei beni di prima necessità oggi, con l’emergenza del Sars-Cov2 sono 145.

 Inoltre si nota come vi è un’avanzata di “nuovi poveri” tra cui artigiani, commercianti, che causa la chiusura dello loro attività non riescono a sopravvivere.

 

 

 

A tale proposito abbiamo intervistato il presidente del CSV dei due Mari di Reggio Calabria il dott. Giuseppe Bognoni.

Presidente, causa emergenza sanitaria da Covid-19, alcune associazioni di volontariato denunciano l’avanzata di “nuovi poveri”. CSV dei due Mari di Reggio Calabria ha lo stesso sentore delle associazioni?

“Si assolutamente, praticamente essendo referente del Banco Alimentare, a partire dai dati del Banco si stanno affacciando queste nuove utenze e di realtà basti pensare alle badanti, agli artigiani, commercianti. Tenendo conto che come Banco Alimentare il fabbisogno su Reggio Calabria è aumentato quasi al 40%  portandoci in una situazione davvero drammatica dove il mondo del volontariato cerca di dare un po’ di sollievo”.

Ad oggi il mondo del volontariato sta facendo molto, cosa può fare di più o serve un aiuto anche delle istituzioni?

“Sicuramente il mondo del volontariato sta facendo tantissimo sono pienamente fiducioso che tanto altro ancora può dare e fare. Sono anche d’accordo con lei nell’evidenziare come il volontariato da solo non può farcela serve un aiuto concreto da parte delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni. Gli attori che devo essere coinvolti sono tanti ma solo con progetti e coesioni possiamo dare veramente una mano a queste persone bisognose”.

A tale proposito, mi permetta la domanda provocatoria, la Regione Calabria con il blocco sulla riforma del terzo settore, legge che si aspetta da anni, non ostacola l’uniformità di risorse al mondo del volontariato?

“È vero siamo l’unica Regione che ancora non ha visto in atto la partenza di questa legge. Una riforma che deve e può essere sicuramente migliorata, ma in questo momento questo blocco non vede una sinergia tra il mondo istituzionale e del volontariato. Sono fiducioso che alla luce di questa emergenza sanitaria si possa rivedere la norma e si sblocchi finalmente questa riforma tanto attesa.”

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