Fondi Europei sottratti alle famiglie in difficoltà: un aggravante morale

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Le agenzie da poco battono la notizia dell’arresto di dirigenti regionali, imprenditori e affiliati alla ‘ndrangheta vibonese. Tra loro anche l’ex assessore regionale alle Politiche Sociali Nazareno Salerno. E quello che smuove la coscienza dei più attenti ai bisogni dei calabresi, è l’accusa con la quale sono stati tratti in arresto. Perché se fosse confermata la struttura accusatoria, si parla di fondi europei in mano alla criminalità organizzata con l’aiuto e la connivenza di personaggi che avrebbero dovuto rappresentare lo Stato. E in questo caso le fasce deboli dello Stato, della nostra regione. Perché, se dovessero essere confermate tutte le accuse – ribadiamo il condizionale proprio per aspettare il corso della giustizia senza elargire facili sentenze giustizialiste – lo scenario risulterebbe inquietante e abominevole. Non sol perché, di per sé, è gravissimo il fatto che vengano sottratti soldi pubblici per foraggiare imprese legate alla criminalità organizzata, ma perché questi fondi – aiuti – erano destinati alle famiglie in difficoltà della nostra regione. Si trattava infatti di investimenti sociali riguardanti un programma di aiuti per i calabresi poveri: il “Credito sociale”. Il Credito Sociale era caratterizzato da un intervento economico mirato al finanziamento di microcredito socio-assistenziale, rivolto alle persone che non trovavano risposte al loro bisogno economico, perché prive di garanzie economiche e reddituali. Il finanziamento era destinato a soggetti residenti in Calabria che versavano in condizioni di temporanea difficoltà finanziaria e si concretizzava nella concessione di un prestito finalizzato all’acquisito di beni e servizi primari, nonché a far fronte a particolari eventi della vita o per esigenze correlate allo studio ed alla formazione per fini occupazionali. Una forma di sostegno al reddito intuitiva e importante, che è stata barbaramente macchiata dal malaffare. In un contesto sociale, come quello calabrese, in cui ogni iniziativa politica e amministrativa rivolta alle fasce sociali più deboli risulta irrinunciabile, questa vicenda assume connotanti ancora più gravi e moralmente deprecabili.

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