Il maître Giacomo Cristiano si racconta: ‘Un amore innato per un lavoro intriso di fascino e bellezza. Sogno un ristorante di proprietà’.

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di Francesco Scopelliti – Le carriere di successo non s’improvvisano. La storia di Giacomo Cristiano, maître del ristorante catanzarese Abbruzzino, è un mix di alta professionalità e grandi traguardi. Già da giovane, dopo aver conseguito gli studi e la qualifica di sala e bar della scuola alberghiera di Villa San Giovanni, ha iniziato ad approcciarsi al mondo della ristorazione.

  Sono trascorsi circa 25 anni da quando, all’epoca la sua ragazza – oggi moglie – operava in cucina in un noto ristorante nel pittoresco borgo di Scilla. Assumevano personale di sala e prontamente ha accettato di intraprendere un percorso professionale nel settore, e dopo neanche 1 anno di lavoro, aveva già intuito che sarebbe stato il lavoro della sua vita.

Studio, passione, rigore, esperienza, oltre al savoir-faire, sono stati i pilastri sui quali Giacomo ha costruito la sua preparazione e soprattutto la sua carriera. Tra le sue più grandi fortune, c’è quella di aver conosciuto i rinomati maestri della ristorazione che riuscirono a percepire l’incommensurabile dedizione con la quale si proiettava sul lavoro, affidandogli ruoli di responsabilità e la possibilità di crescere sia dal punto di vista professionale, sia umano.

Nel 2012 Giacomo si iscrisse all’ AMIRA (Associazione maître italiani per ristoranti e alberghi), con cui ebbe la possibilità di girare l’Italia partecipando ai vari congressi nazionali e partecipando a varie manifestazioni e concorsi preparando ‘piatti alla lampada’ (fornello di sala dove si cucina davanti al cliente utilizzando soprattutto l’effetto scenografico della flambata).

Dopo aver riempito di nuove competenze il suo bagaglio culturale, culinario e professionale, partecipò al concorso “Maître dell’anno 2014” a Rimini, ottenendo importanti consensi dai ‘big’ della ristorazione italiana. E ancora, aderì all’AIS (associazione italiana sommelier), dove ha avuto l’onore di conoscere personaggi di raffinato spessore della galassia dell’enologia e della produzione del vino.

Ed è proprio grazie a questa esperienza che Giacomo si affaccia all’ affascinante mondo dell’alta ristorazione. Per circa un anno ha operato in un importante fine dining milanese per poi ritornare nella sua amata terra di origine, la Calabria. Da qui iniziarono le esperienze più importanti: dal ristorante Qafiz insignito con 1 Stella Michelin di Santa Cristina d’Aspromonte, al Pietramare Natural Food (1 Stella Michelin) di Isola Capo di Rizzuto fino ad arrivare al ristorante Abbrruzzino (1 Stella Michelin) di Catanzaro.

“Svolgere il mio ruolo ad alti livelli richiede presupposti imprescindibili come leadership, tanta fame di conoscenza, professionalità ma soprattutto tanta umiltà” – ne è fermamente convinto Giacomo. Dunque, basso profilo e altissime prestazioni è ciò che occorre per lavorare in ambienti di estremo lusso, nei quali stazionano le grandi aspettative degli ospiti.

Uno sforzo che comporta tanta attenzione, costanti sacrifici, spesso tanto tempo lontano da casa e dagli affetti più cari: il sacrificio più imponente! Ma sottolinea “Quando hai la fortuna di avere accanto una donna fantastica che si prende cura della famiglia, dei figli, appoggiando, condividendo e supportando ogni decisione, tutto diventa più facile e ti permette di vivere sereno”.

Per quanto concerne l’attività lavorativa, Giacomo spiega che tanta attenzione è dedicata agli ospiti. Sono loro i destinatari del servizio e della professionalità attraverso cui ricevono emozioni e convivialità, oltre al semplice piacere di stare a tavola. Il maître nato e cresciuto a Salice, un piccolo paese del Comune di Reggio Calabria, durante il suo percorso professionale ha avuto l’onore e servire moltissimi personaggi televisivi di fama internazionale, capi di stato, attori, cantanti, personaggi dello spettacolo e grandi chef, dai quali ha ricevuto illustri apprezzamenti per la sua capacità di fare ristorazione attraverso uno spiccato senso di eleganza, accoglienza ed ospitalità.

Un suo grande rammarico però riguarda le giovani generazioni: “Oggi purtroppo, si fa tanta fatica a coinvolgere i giovani per fargli intraprendere la carriera di cameriere di sala, nonostante sia un lavoro molto richiesto, infatti – spiega – la ristorazione è sempre più una realtà in evoluzione e sono sempre più le aperture di nuovi ristoranti”.

“Sono stato invitato diverse volte nelle scuole alberghiere per parlare e suggerire ai giovani ragazzi di accingersi a questo bellissimo ‘viaggio’, perché a determinati livelli, restituisce grandi soddisfazioni, anche dal punto di vista umano”, per questo il suo appello è rivolto proprio ai giovani studenti: “Studiare ed impegnarsi con grande dedizione, offre la possibilità di conoscere nuove culture e vecchie tradizioni, consente di girare il mondo, magari imparando anche le più importanti lingue straniere”.

Il mestiere di Giacomo è in continua trasformazione, tra abbinamenti di bevande con pietanze sempre più ricercate e tecniche di servizio molto complesse. “E’ un settore intriso da fascino e bellezza, dove non si smette mai di imparare”, in cui la grande voglia di accrescere le sue conoscenze, lo avvicineranno al suo grande sogno: un ristorante di proprietà. Ed io glielo auguro di cuore!

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