Un segnale per Arghillà perché non sia più periferia sociale della città

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Il quartiere Arghillà aveva bisogno di un segnale. La visita ieri del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, accompagnato dal Sindaco Cannizzaro, è molto più che un gesto simbolico.

Lo speravamo, e lo pensavamo: dalla riqualificazione di un’area degradata potrebbe partire un riscatto sociale che interessa le periferie, ed in particolar modo, l’estremo nord della città, da troppo tempo ostaggio del degrado.

Anche se qualcosa è stato fatto, e va riconosciuto, per cercare di lenire la deriva socio-urbana del quartiere, attraverso progetti di integrazione sociale e attraverso interventi comunali e da parte del mondo dell’associazionismo, come il presidio ACE o interventi legati al progetto FATA, quello a cui punta la nuova amministrazione comunale, e il Ministro Piantedosi l’ha garantito, è un’operazione impattante e – ce lo auguriamo – con tempi brevi.

Nuova Solidarietà aveva spostato l’attenzione sull’atavica questione Arghillà con un focus di approfondimento proprio dal titolo “Microcriminalità, povertà, disagio e sicurezza. Educare e non solo punire” a cospetto di Forze dell’Ordine, Istituzioni e mondo del Terzo settore.

In quell’occasione alla tavola dei relatori c’erano la dott.ssa Clara Vaccaro S.E. Prefetto di Reggio Calabria, i PM Sostituti Procuratori della Repubblica, la dott.ssa Chiara Greco e la dott.ssa Flavia Maria Luisa Modica, il Generale Cesario Totaro – Comandante Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria e Luciano Squillace – Portavoce del Terzo Settore.

Un messaggio chiaro che lasciava intendere che laddove sguazzano la bruttezza, il disordine, le discariche, è più facile che microcriminalità ed emarginazione prendano il sopravvento.

Foto Strettoweb

L’intervento istituzionale e il conseguente protocollo firmato in Prefettura dunque, va nella direzione auspicata, e per questo, le realtà sociali del territorio, lo accolgono di buon grado. Un piano di 5 milioni di euro di interventi attraverso cui l’intera area andrà riqualificata, ancora una volta, e sarà liberata dalla condizione di forte degrado che tocca svariati ambiti: dalla sicurezza, al decoro cittadino, al welfare.

Inoltre il provvedimento prevede interventi mirati su strade, videocamere, scuole, e soprattutto prevede il ripristino della stazione di polizia.

Il sogno non deve essere quello di rendere un quartiere avamposto della post-modernità in riva allo Stretto, sarebbe ipocrita pensarlo, ma la vera sfida è quella di rendere una periferia sociale ed urbana, uno spazio di comunità dove la normalità sia di casa.

 

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