Calabrese e Siclari: “Riforma pensata nell’interesse dei cittadini e del loro rapporto con l’amministrazione della giustizia”

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I referenti del Comitato del SI ne sono certi: ‘gli effetti negativi prospettati sulla riforma, sono frutto di prospettazioni soggettive’.

Sono le dichiarazioni degli avvocati Francesco Calabrese e Francesco Siclari, che parteciperanno all’iniziativa promossa da In-Cammino e Nuova Solidarietà, per mercoledì 28 gennaio a Reggio Calabria (Convegno ‘Le ragioni di una Riforma’).

Ecco alcune domande che gli abbiamo posto…

1 – La riforma sulla giustizia può essere un tema in grado di coinvolgere i cittadini? Il referendum, in quanto confermativo, non ha bisogno di quorum, ma resta la questione della partecipazione…

Certamente si tratta di un tema che afferisce questioni giuridiche, tuttavia, per i riflessi che assume la riforma dovrebbe coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini anche perchè, la riforma, è pensata nell’interesse dei cittadini stessi e del loro rapporto con l’amministrazione della giustizia. L’obiettivo è infatti quello di avere un giudice terzo, indipendente ed imparziale così come richiesto dall’art. 111 Cost. Questa riforma rappresenta, infatti, il logico completamento di quella che ha introdotto l’art. 111 Cost e realizza una esigenza fondamentale del processo cosiddetto accusatorio a cui si ispira il nostro codice di procedura penale.

2 – La riforma, se approvata con la vittoria del Si al Referendum, in che misura potrebbe migliorare il sistema giustizia, o quali potrebbero essere gli effetti che negativi che ne potrebbero scaturire?

Sugli effetti positivi si è già risposto alla prima domanda, in ogni caso potranno essere ulteriormente affrontati nel corso dell’incontro. Tutti gli effetti negativi prospettati sono frutto di prospettazioni soggettive che trascendono del tutto dal testo e da ogni possibile interpretazione dello stesso.

3 – La separazione delle carriere alla quale ambisce la riforma che cos’è? Serve davvero?

Per come già sopra detto è una esigenza fondamentale per completare un progetto di riforma partito nel 1989 con la introduzione del codice accusatorio ed imprescindibile per realizzare un sistema processuale ispirato a un diritto penale moderno quale quello vigente in tutti gli ordinamenti più evoluti.

4 – La responsabilità del giudice rientra nel testo di modifica della riforma?

Assolutamente no. È un tema del tutto estraneo

5 – Il Csm secondo lei andrebbe riformato?

La riforma del CSM è la naturale conseguenza della riforma costituzionale; la stessa prevede infatti, a garanzia della assoluta indipendenza di giudici e pubblici ministeri, un doppio CSM con gli stessi poteri, prerogative e garanzie sia per gli uni che per gli altri.

6 – I cittadini chiedono che vengano rivisti i tempi troppo lunghi e farraginosi della giustizia. Questa riforma ci riuscirà?

È un tema assolutamente estraneo alla riforma.

7 – Pensa che il Governo, approvando questo testo, abbia cercato di indebolire il principio costituzionale della separazione dei poteri?

L’esigenza della riforma è stata posta e prospettata sin dal lontano 1990 dopo l’introduzione del nuovo codice accusatorio. Dubitiamo che la stessa possa fare parte di un disegno del governo per indebolire la magistratura e se solo si potesse immaginare una strumentalizzazione in tal senso, non avremmo alcuna esitazione ad opporci fermamente.

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