Il mandato di Falcomatà si chiude, Reggio Calabria guarda alle urne del 2026

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– di Giuseppe R.Princi- Con la fine del mandato di Giuseppe Falcomatà, Reggio Calabria si prepara a voltare pagina. La città si avvicina alle elezioni comunali della primavera 2026 in un clima di attesa e fermento politico, segnato da nuove alleanze, ritorni inaspettati e una rinnovata attenzione al decentramento amministrativo.

Un ciclo che si chiude…

Il mandato di Giuseppe Falcomatà, iniziato con grandi aspettative e progetti ambiziosi, si è concluso anticipatamente con il suo passaggio al Consiglio regionale. La sua amministrazione ha attraversato momenti complessi, tra sfide economiche, tensioni politiche e la gestione di una città che da anni cerca un rilancio strutturale e sociale. La sua uscita di scena ha lasciato spazio a una fase di transizione guidata dal vicesindaco facente funzioni, Mimmo Battaglia, incaricato di traghettare l’amministrazione fino alle nuove elezioni.

Verso le elezioni del 2026…

Le elezioni comunali del 2026 rappresentano un crocevia per il futuro di Reggio Calabria. I cittadini saranno chiamati non solo a scegliere il nuovo sindaco e il Consiglio comunale, ma anche a eleggere i rappresentanti delle cinque nuove circoscrizioni municipali, reintrodotte dopo oltre quindici anni di assenza. Questo ritorno al decentramento amministrativo mira a rafforzare la partecipazione civica e a riportare i servizi più vicini ai territori.

La sfida delle circoscrizioni: un nuovo laboratorio politico…

La reintroduzione delle circoscrizioni – Centro, Nord, Sud, Est e Gallico-Catona – rappresenta una delle novità più significative di questa tornata elettorale. Ogni municipio avrà un proprio presidente e un consiglio, con competenze su servizi di prossimità, manutenzione urbana, attività culturali e sociali. Si tratta di un banco di prova per la politica locale, che dovrà dimostrare di saper ascoltare e rappresentare le esigenze specifiche dei quartieri. Per i partiti, le circoscrizioni sono un’opportunità ma anche una sfida logistica e strategica: occorrerà selezionare candidati radicati sul territorio, capaci di mobilitare il consenso e di interpretare le istanze locali. Per i movimenti civici, invece, si apre uno spazio prezioso per entrare nelle istituzioni partendo dal basso, con liste autonome o alleanze trasversali.

Scenari politici in evoluzione…

Nel centrosinistra si discute su possibili candidature che possano raccogliere l’eredità di Falcomatà, cercando di mantenere la coesione interna e rilanciare un progetto credibile. Nel centrodestra, invece, si punta su volti noti e su una campagna incentrata sulla sicurezza, sul rilancio economico e sulla gestione più efficiente della macchina comunale. Non mancano le sorprese: alcuni ex assessori e consiglieri stanno valutando un ritorno in campo, mentre nuove figure della società civile si affacciano con l’intento di rompere gli schemi tradizionali e proporre un’alternativa ai partiti storici.

Le sfide per il futuro…

Chiunque sarà il prossimo sindaco dovrà affrontare sfide cruciali: la gestione dei fondi del PNRR, il rilancio del porto e dell’aeroporto, la lotta al degrado urbano e alla disoccupazione giovanile, oltre a una riforma della macchina amministrativa che garantisca trasparenza, efficienza e legalità. La città attende risposte concrete, e le urne del 2026 saranno il banco di prova per chi vorrà guidare Reggio Calabria verso una nuova stagione di sviluppo e fiducia. Le circoscrizioni, in questo scenario, potrebbero diventare il motore di una democrazia più vicina ai cittadini.

 

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