“Pensa se questo fosse fatto a te”. A Catona nasce un nuovo spazio di comunità.

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di Felice Delfino – Non è stata una semplice inaugurazione. È stato un atto di responsabilità collettiva.

Un gesto che parla alla coscienza prima ancora che ai bisogni.

A Catona, è stato inaugurato il nuovo spazio del Centro d’Ascolto, struttura destinata alla raccolta e distribuzione di viveri, indumenti e beni di prima necessità, fortemente voluta dall’Associazione Nuova Solidarietà. Un luogo pensato non solo per “dare”, ma per accogliere, ascoltare e restituire dignità.

All’evento hanno preso parte l’Arcivescovo Mons. Fortunato Morrone, il parroco e vicario zonale don Maurizio Demetrio, rappresentanti delle istituzioni civili e del volontariato. A moderare l’incontro è stato Alfonso Canale. Presenti, tra gli altri, il Sindaco Metropolitano f.f. Carmelo Versace, il sindaco di Villa San Giovanni Giusy Caminiti e il Presidente del Consiglio comunale Enzo Marra.

Il nuovo centro, contiguo alla Casa della Solidarietà “Pasquale Rotatore”, nasce come presidio di prossimità, avamposto contro le nuove povertà, punto di riferimento per famiglie in difficoltà, persone sole, anziani, giovani in disagio. È stato inoltre annunciato che a breve verrà inaugurata anche una struttura dedicata agli anziani, ulteriore segno di una comunità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte.

Durante il dibattito è emersa con forza l’idea di un Centro che non sia solo magazzino solidale, ma spazio umano, dove la fragilità non è un marchio, bensì un linguaggio comune.

Il Presidente di Nuova Solidarietà, Fortunato Scopelliti, ha ripercorso la storia dell’associazione, definendola un vero “progetto provvidenziale”, divenuto negli anni palestra di solidarietà concreta: mensa attiva dal 2009, distribuzione di viveri, sostegno a famiglie numerose, opere di misericordia vissute quotidianamente.

«Essere volontari è una scelta che rende liberi» – ha ricordato – «perché libera dal peso dell’indifferenza».

Nel corso dell’incontro è stato richiamato anche il pensiero di Papa Francesco, che ha definito Nuova Solidarietà un’esperienza di “formazione integrale dell’uomo”, capace di educare al dono, alla responsabilità e alla prossimità. È stato ricordato il video celebrativo dei trent’anni dell’associazione, con i “sette pensieri di speranza” e il coinvolgimento dei seminaristi nei percorsi di carità e servizio.

Don Maurizio Demetrio, ispirandosi al suo libro “Io avrò cura di te”, ha legato il tema della solidarietà alla missione stessa della Chiesa: dalla domanda rivolta a Caino – “Dov’è tuo fratello?” – fino alla parabola del Buon Samaritano, icona senza tempo di una compassione che si fa gesto, tempo, responsabilità.

Le parole, gli interventi, le testimonianze hanno progressivamente trasformato l’inaugurazione in un messaggio rivolto all’intera comunità:

“Pensa se questo fosse fatto a te.” Perché la solidarietà non è uno slogan. È una scelta quotidiana.

È un gesto che può cambiare una giornata.

E, a volte, una vita. Un nuovo spazio si è aperto a Catona. Ma soprattutto, si è aperta una possibilità: quella di tornare a guardarci come comunità.

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