di Felice Francesco Delfino
«Chi dimentica il passato è destinato a riviverlo». La celebre riflessione del filosofo George Santayana sembra oggi più attuale che mai. A fargli eco è George Orwell, autore di 1984 e La fattoria degli animali, quando affermava che «chi controlla il passato controlla il futuro» e che «nell’epoca dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario».
Viviamo nell’era della post-verità, dei deepfake, della manipolazione dell’informazione e della comunicazione digitale senza filtri. Un contesto storico e culturale in cui i confini tra umano e post-umano appaiono sempre più sfumati. Proprio su questi temi si è concentrato il convegno-dibattito “Evoluzione o Involuzione”, svoltosi martedì 5 maggio presso “Spazio Open”, libreria della Casa Editrice Città del Sole di Reggio Calabria, sita in via Filippini.
L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Club UNESCO “Re Italo”, l’associazione ambientalista Kronos 1978 e l’associazione culturale Sandhi, ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle grandi questioni del nostro tempo: geopolitica, tecnologia, intelligenza artificiale, fake news, controllo sociale e libero arbitrio.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto alla responsabile della struttura, la dottoressa Antonella Cuzzocrea, per l’ospitalità e la sensibilità culturale dimostrata.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali dei relatori Susanna Quattrone, presidente di Kronos, Alessandro Gioffrè D’Ambra, presidente di Sandhi, e Alberto Gioffrè, presidente del Club UNESCO “Re Italo”.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato il libro dello scrittore catonese Felice Francesco Delfino, filologo delle religioni e collaboratore giornalistico di Calabria Post, dal titolo 4981 – Il Ritorno del Grande Fratello.
L’opera costituisce un chiaro omaggio al capolavoro orwelliano 1984: già il titolo, “4981”, rappresenta infatti un anagramma del celebre romanzo distopico. Protagonista della vicenda è ancora Winston Smith, impiegato del Ministero della Verità incaricato di riscrivere la storia e distruggere documenti scomodi per adattare la memoria collettiva alla versione ufficiale del Partito.
Nel mondo oppressivo di Oceania, dominato dalla videosorveglianza e dal controllo totale del Grande Fratello, Winston si ribella al sistema, compiendo il suo “psicoreato” attraverso l’amore per Julia. Arrestato dalla Psicopolizia e sottoposto alle torture della famigerata Stanza 101, il personaggio diventa simbolo della lotta tra libertà interiore e manipolazione ideologica.
Il romanzo di Delfino riprende idealmente la narrazione laddove Orwell l’aveva conclusa: Winston si risveglia dopo una lunghissima criostasi in un futuro remoto dominato dal nuovo ordine mondiale di Neo-Pangea. A governare la società è il misterioso leader “Ombra”, che attraverso il programma “Nexus Unico 2.0” esercita una sofisticata forma di controllo mentale, richiamando il concetto junghiano di inconscio collettivo.
L’opera, composta da circa 190 pagine, si presenta come un testo ibrido che unisce romanzo distopico, riflessione filosofica e analisi sociale. Alla componente narrativa si affiancano infatti pagine dedicate a una riflessione sul concetto di “Limen” o “Soglia”, filosofia originale elaborata dall’autore come metafora del passaggio tra realtà fisica e dimensione digitale.
Nel corso dell’incontro si è discusso anche della differenza tra utopia e distopia. Se l’utopia rappresenta il sogno di una società perfetta — da Tommaso Moro a Francis Bacon, fino alla Città del Sole di Tommaso Campanella — la distopia mostra invece i rischi di una società dominata dal controllo e dalla perdita della libertà individuale.
Da Orwell ad Aldous Huxley con Il mondo nuovo, passando per Noi di Evgenij Zamjatin, Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood e Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, la letteratura distopica continua ancora oggi a interrogare il presente.
Il quesito finale resta aperto: quella che stiamo vivendo è una vera evoluzione dell’umanità o una lenta involuzione?
Da un lato il digitale ha ridotto le distanze, accelerato la comunicazione e favorito straordinarie conquiste scientifiche e mediche; dall’altro, il controllo dei dati personali, la dipendenza dai social network e la continua esposizione mediatica sembrano trasformare la società in una sorta di gigantesco reality permanente.
La privacy appare sempre più fragile e il confine tra vero e falso sempre più sottile. In questo scenario, il Winston immaginato da Delfino cerca di risvegliare negli uomini la memoria storica e il pensiero critico, opponendosi all’omologazione culturale e alla perdita delle radici.
Un messaggio che richiama l’importanza dello studio delle fonti, della coscienza storica e della libertà di pensiero.
E forse proprio per questo risuonano ancora attuali i versi conclusivi del 5 Maggio di Alessandro Manzoni dedicato a Napoleone Bonaparte:
«Ai posteri l’ardua sentenza».
Una riflessione che invita tutti a interrogarsi sul presente e sul futuro, affinché le distopie della letteratura non diventino, un giorno, realtà.






